Olio Extra Vergine di Oliva e Olio di Oliva – Guida Chiara alle Differenze

Cosa significano esattamente i termini olio extra vergine di oliva, olio di oliva, olio di sansa di olive? E quali sono le differenze che fanno sì che uno sia preferibile rispetto agli altri?

Le differenze, che spaziano da caratteristiche tecnologiche a aromatiche e nutrizionali, sono notevoli.

Per gettare luce su questa questione, possiamo far riferimento al regolamento CE 2568/91, che definisce chiaramente le diverse tipologie di oli:

1. Extra vergine: L’extravergine è l’olio ottenuto direttamente dal frutto dell’olivo mediante procedimenti meccanici. Questo esclude l’uso di solventi o coadiuvanti chimici o biochimici. Deve avere un’acidità massima pari allo 0,8%, assenza di difetti, e presentarsi fruttato al naso, amaro e piccante all’assaggio.

2. Olio di Oliva: L’olio di oliva è ottenuto dal taglio di olio rettificato (cioè olio lampante non https://olivicolacasolana.com/wp-content/uploads/2022/11/99-swimwear-shop-shop.jpgeo al consumo e successivamente rettificato) e olio vergine. La sua acidità massima è dell’1%. Il processo di rettifica coinvolge la disacidificazione, la decolorazione e la deodorazione. Le caratteristiche di fruttato, amaro e piccante sono pressoché assenti.

3. Olio di Sansa di Olive: L’olio di sansa di olive è prodotto dal taglio di olio di sansa raffinato (ottenuto dalle sanse mediante trattamenti con solventi) e olio vergine d’oliva. Ha un’acidità massima pari all’1%. Fruttato, amaro e piccante sono pressoché assenti.

Dalle definizioni emerge chiaramente che l’olio migliore è l’extra vergine. Si tratta di una spremuta di olive dalla quale sono stati rimossi l’acqua e i residui della polpa, senza l’uso di solventi o altre sostanze. È l’unico a contenere nutraceutiche essenziali come polifenoli e tocoferoli, che conferiscono all’olio caratteristiche organolettiche uniche e una maggiore resistenza all’ossidazione. Al contrario, le altre tecniche estrattive, più invasive, eliminano queste preziose sostanze.

Inoltre, è interessante notare che tutti gli altri grassi vegetali, come soia, girasole, arachidi, mais, vinaccioli, palma e cocco, vengono ottenuti con tecniche simili a quelle utilizzate per produrre oli di sansa greggio, cioè attraverso estrazione con solventi, distillazione e rettifica.

Quindi, la prossima volta che ti troverai davanti agli scaffali degli oli, avrai una guida per fare una scelta consapevole. Optare per l’extravergine significa non solo portare in tavola un condimento di alta qualità, ma anche abbracciare una tradizione che rispetta la purezza e l’autenticità.

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